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I Chierichetti > Chi Siamo



Premessa : Su suggerimento di alcuni di Voi , mi sono imposessato di questo breve ma bel racconto scritto con il cuore da un ragazzo dei nostri tempi. Non me ne voglia l'autore.

I chierichetti di Don Eugenio

…Naturalmente, il parroco della mia infanzia…
Sono venuto a messa con Enrico, e attendo impaziente il momento, quando canteranno intendo...io quelle canzoni le conosco bene, e molte a memoria...
–...Ma dai, non sei mai stato chierichetto ? – ebbene, no, lo confesso.
Essere chierichetti allora era veramente avere una marcia in più, come appartenere a una casta privilegiata, ti dava un’aura... molti dei miei amici lo erano, io no...mai stato...chissà poi perché...e puntuali erano le batoste a calcio, a ping-pong, quando potevamo permettercelo, noi non chierichetti, ma chissà se lo sanno che le poche volte che vincevamo era davvero come aver ammazzato il drago...
...E a Settembre i loro favolosi racconti di avventure estive fatte a Lavarone, in vacanza, con quel prete austero…chissà cosa immaginavo io…per buona parte della mia vita ho pensato che quello che facevano gli altri fosse realmente più interessante delle mie esperienze personali...
…la messa insomma, il decennale della morte del parroco...e finalmente sono tutti lì, tutti lì, un’altra volta, come la canzone…loro non lo sanno di essere lì per me…e non sanno che ora hanno addosso la talare (rigorosamente nera) e la tunica bianca (o bianca e rossa…non ci ho mai capito nulla…mistero per noi non iniziati)
E chissà se lo sanno che io sono qui per loro, un’altra volta...la trasfigurazione sul Tabor, la predica di Don Pier, la corale di oggi, il ricordo stesso di Don Eugenio...sì, ma dopo!
E finalmente piango…era dal concerto di Paolo Conte che non piangevo più, Elettra mi dice che non piango mai, ma non è vero…prima una piccola goccia, poi non mi vergogno, non me ne frega più niente... e finiscono finalmente, se no lo stomaco mi sarebbe arrivato in gola...
Loro non sanno che io sono qui a nascondermi vicino all’estintore della cappella (degli uomini, naturalmente) e resto là fino a quando la chiesa è vuota, finché mi calmo...esco ed Enrico mi fa -Papà, ma hai gli occhi tutti lucidi, è per la nonna?- certo Enrico, povera nonna, ma non è così...
....chissà se loro lo sanno...ma certo che lo sanno...diamine, loro sono “I chierichetti di Don Eugenio” !!!



Grazie a Davide C.

I Racconti di Davide C.
www.davidecamerin.it


L'autore del testo é stato informato e con molto piacere pubblichiamo il suo commento sul sito nella pagina dei commenti.


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